By Michael W. Jennings, Howard Eiland, Alvise La Rocca

Trans. A. l. a. Rocca

«Questo fu il talento di Benjamin: trovare le forme nelle quali una profondità e complessità di pensiero, in tutto e consistent with tutto paragonabili a quelle di contemporanei come Heidegger e Wittgenstein, potessero riecheggiare in una prosa immediatamente seducente e memorabile. Leggere i suoi scritti è perciò un'esperienza sensoriale, oltre che intellettuale. È come assaggiare una madeleine imbevuta nel tè: mondi sfuocati nel ricordo rivivono nell'immaginazione. E mentre si fissano, si accumulano e incominciano a ridisporsi, le frasi si armonizzano sapientemente lasciando affiorare una logica combinatoria e rilasciando a poco a poco il loro potenziale destabilizzante. Tuttavia, nonostante los angeles magistrale immediatezza della sua scrittura, l'uomo Benjamin resta inafferrabile. Come è sfaccettata los angeles sua opera, anche le sue convinzioni personali formano ciò che egli definí una «totalità cellular e contraddittoria». Questa efficace formulazione, nella quale sembra di cogliere un appello alla pazienza del lettore, è indicativa della sua forma mentis flexible e poliedrica. Ma l'inafferrabilità di Benjamin denota anche un esercizio consapevole volto a mantenere intorno a sé uno spazio impenetrabile destinato alla sperimentazione. Theodor W. Adorno osservò una volta che il suo amico «non giocava quasi mai a carte scoperte», e questo profondo riserbo, con il suo armamentario di maschere e altre strategie di depistaggio, serviva a salvaguardare lo spazio della sua interiorità». Walter Benjamin è stato uno dei piú importanti ed enigmatici intellettuali del ventesimo secolo. I suoi scritti, che sovrappongono filosofia, teoria letteraria, analisi marxiana della società e una sorta di sincretismo teologico, sfuggono a ogni tradizionale categorizzazione. E los angeles sua esistenza randagia e spesso in fuga dal minaccioso incalzare degli eventi ha offerto terreno ideale a ogni forma di mitologizzazione. l. a. sua parabola intellettuale muove dal brillante esoterismo dei primi scritti ai saggi che hanno fatto di Benjamin una voce centrale della cultura di Weimar, in step with arrivare agli anni dell'esilio con le pionieristiche teorie sui media moderni e l. a. nascita del capitalismo di consumo nella Parigi del secondo Ottocento. Questo percorso ha avuto luogo nel corso dei piú catastrofici decenni della moderna storia europea: l'orrore della prima guerra mondiale, l. a. surreale instabilità della Repubblica di Weimar e l'incombente ombra del nazismo. Questa nuova biografia, a firma di due tra i piú affermati studiosi dell'opera dell'intellettuale tedesco, getta, al di là dei miti e del carattere frammentario della sua opera, una nuova luce su uno straordinario protagonista della cultura contemporanea. Howard Eiland e Michael W. Jennings mettono consistent with l. a. prima volta a disposizione del lettore una ricca messe di informazioni che consentono di ricostruire in modo sorprendente una vita tragicamente straordinaria. Gli autori offrono al lettore un ritratto complessivo di Benjamin e della sua epoca cosí come dettagliate analisi delle sue opere principali, dall'Opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica ai saggi su Baudelaire e al grande libro sul Dramma barocco tedesco. Destinata a diventare l. a. biografia di riferimento di questo outsider del pensiero, Walter Benjamin. Una biografia critica costituisce una fonte di inesauribile interesse in keeping with gli studiosi dell'intellettuale tedesco cosí come in keeping with il pubblico generale dei lettori.

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C. Scharwächter). Walter e Georg Benjamin a Schreiberhau, 1902 circa. Vienna, Österreichische Nationalbibliothek, Österreichisches Literaturarchiv. (Foto della Biblioteca). Lo scolaro Walter Benjamin. Berlino, Akademie der Künste, Archivio Walter Benjamin. (Foto dell’Archivio). Walter Benjamin studente, 1912 circa. Berlino, Museum der Dinge, Werkbundarchiv. (Foto del Museo). Ritratto di Herbert Belmore, 1923 circa. (Foto collezione M. P. Belmore, Erlangen). Gustav Wyneken a Haubinda, 1906. Witzenhausen, Castello di Ludwigstein, Archiv der deutschen Jugendbewegung.

Dalla porta di ingresso il sentiero scende verso il giardino, poi si spinge a sinistra per incontrare la grande strada nera. Ai lati del sentiero ci sono aiuole, la distesa di terra bruna è brulla 11. Se non serví a rafforzare la sua debole costituzione e a trasmettergli un atteggiamento piú positivo verso il mondo della natura, Haubinda ebbe un ruolo determinante nella formazione intellettuale di Benjamin e del suo carattere. Figura 3. Lo scolaro Walter Benjamin. Fondata nel 1901 sulla base di modelli inglesi ma non priva, nella sua impostazione generale, di forti accenti sciovinisti, Haubinda favoriva lo scambio delle idee, soprattutto attraverso serate fisse di discussioni musicali e letterarie; in contrasto con le consuetudini delle scuole prussiane dell’epoca, i docenti incoraggiavano negli allievi, in una certa misura, la ricerca autonoma 12.

La sua infanzia fu tipica della sua classe sociale, scandita da attività come la caccia alle farfalle e il pattinaggio su ghiaccio, da lezioni di nuoto, di ballo e di bicicletta. Erano frequenti le visite a teatro, al Kaiserpanorama, alla Colonna della Vittoria al centro della Königsplatz, e soprattutto allo zoo, dove la governante portava i bambini tutti i giorni. Il padre, Emil Benjamin, possedeva azioni dello zoo di Berlino e la famiglia poteva entrarvi gratuitamente. Spesso, inoltre, i bambini facevano visita alla nonna materna, instancabile viaggiatrice, nella grande casa dove si trascorreva il giorno di Natale in un’atmosfera di movimentata magnificenza, o a una zia che, all’arrivo del giovane Walter, gli mostrava un grande cubo di vetro contenente una miniera in miniatura perfettamente funzionante, con i piccoli minatori e i loro attrezzi.

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