By Alain Mazure, Stéphane Basa

Le supernovae e i gamma-ray burst, gli eventi più catastrofici che si verificano nell’Universo, sono oggetto di studio nei campi più dinamici della moderna ricerca astronomica. Dei secondi ancora non conosciamo con precisione i meccanismi che li innescano e tuttavia forti indizi suggeriscono che, come nelle supernovae, los angeles causa scatenante sia il collasso esplosivo di stelle di grande massa.

Nell’ultimo decennio, questi fenomeni sono diventati strumenti molto efficaci nello studio dell’origine e dell’evoluzione dell’Universo. I cosmologi li utilizzano come "fari" cosmici che illuminano i loro immediati dintorni e anche come sonde in step with ricostruire los angeles dinamica dell’espansione dell’Universo. Grazie advert essi, oggi sappiamo che circa il 70% del contenuto di energia-materia dell’Universo è costituito di un’energia oscura los angeles cui natura ci è ancora completamente ignota.

Questo libro getta un po’ di luce sui curiosi destini delle superstelle in esplosione e sulle affascinanti conclusioni cosmologiche che possiamo trarre dalla loro osservazione.

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Chandrasekhar vinse il Premio Nobel per la Fisica nel 1983. *8 La prima nana bianca ad essere scoperta fu, nel 1862, la compagna di Sirio. 45 Superstelle in esplosione (essenzialmente è costituita di carbonio). 9). Con il passare del tempo, la stella si raffredda gradualmente e diventa sempre meno luminosa, fino a diventare una nana nera, un oggetto estremamente piccolo e denso, con una massa comparabile con quella del Sole, ma con un diametro simile a quello della Terra. Gli ultimi anni della sua esistenza trascorrono del tutto tranquilli.

Eppure, vediamo attorno a noi le galassie e gli ammassi. Come ce lo spieghiamo? Agli inizi della storia termica dell’Universo, la crescita della materia barionica, composta di protoni e neutroni, fu frenata e come “congelata” dalle interazioni dei protoni e degli elettroni con i fotoni del fondo cosmico, col risultato che la materia rimase ionizzata. 3 Mappa dell’intera volta celeste dell’Universo primordiale raccolta in tre anni di osservazioni dalla WMAP. L’immagine rivela fluttuazioni di temperatura vecchie di 13,7 miliardi di anni (mostrate come differenze di tonalità di grigio) che corrispondono ai “semi” attorno ai quali si formarono le galassie.

Al fine di spiegare questo fenomeno, bisogna accettare l’idea che l’evoluzione dell’Universo negli ultimi 5 miliardi di anni sia stata dominata non dalla materia, ma da un non meglio precisato “fluido cosmico” che possiede la strana proprietà di esercitare una sorta di “effetto gravitazionale repulsivo”*5. Questo terzo periodo della storia dell’Universo viene chiamato Era Dominata dall’Energia Oscura. *5 Ai soli fini di semplificazione, qui parliamo ancora di forze gravitazionali anche se la Relatività Generale ha definitivamente abbandonato questo concetto in favore dell’idea della curvatura dello spazio.

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