By Sabino Cassese

Il fascismo pretese di erigere un nuovo Stato, ma riutilizzò abbondantemente in chiave fascista elementi e residui dello Stato liberale. Autoritario e dittatoriale, concentrò il potere pubblico, ma accettò anche l. a. sua pluralizzazione. Eliminò libere elezioni, creò un surrogato della rappresentanza politica, si valse di organizzazioni satelliti, ma ricorse advert amministrazioni parallele according to gestire l. a. crisi economica. Si proclamò anti-liberale, anti-parlamentare, anti-clericale, anti-borghese, anti-capitalistico, ma venne a patti con il Re, con il Senato, con los angeles Chiesa e con l. a. borghesia. Riconobbe ed esaltò l. a. società, ma ne rigettò il pluralismo e organizzò lo Stato intorno alla figura di un demiurgo. Fu conservatore ma anche modernizzatore (dalle forme di propaganda all'architettura all'uso del cinema). Il fascismo non si lascia dunque racchiudere in una sola formulation e racchiude in sé elementi contraddittori.

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63-106). Si vedano anche, sempre dello stesso autore, La politica industriale fascista, recensione a G. Gualerni, in «Studi politici», IV, II serie, ottobre-dicembre 1957, n. 4, pp. 691-696 e Le istituzioni del fascismo, in «Quaderni storici delle Marche», settembre-dicembre 1969, n. 12, pp. 424-437. [15] B. Sordi, Corporativismo e dottrina dello Stato (Italia). Incidenze costituzionali e amministrative, in A. Mazzacane, A. Somma e M. , Vittorio Klostermann, 2005, pp. 129 ss. [16] Lo studio più importante sul tema è quello di G.

Primo: nonostante la grande mole di studi sulla storia del fascismo, vi è ancora una grande oscillazione nella valutazione della natura del relativo Stato. Vi è largo consenso sulla sua natura autoritaria. Si è ben poco riflettuto sulla sua natura corporativa. Vi è un ampio dissenso sulla sua natura totalitaria. Di recente, uno storico italiano e uno francese si sono trovati d’accordo nell’affermare che il fascismo è stata la via italiana verso il totalitarismo e nel reagire alla «banalizzazione» e alla «defascistizzazione del fascismo», che sarebbe operata dai sostenitori della tesi negativa.

Questa continuità istituzionale e del personale pubblico consiglia di non cercare di dividere con un taglio netto prefascismo e fascismo. 2. Le priorità della politica legislativa fascista Se si passa a considerare la strategia legislativa del fascismo, si nota immediatamente una caratteristica: essa non è estesa a tutti gli ambiti dell’azione statale, ma concentrata su alcuni punti essenziali, che è importante individuare. Essi sono: la stampa; l’associazionismo, politico e sindacale; le elezioni locali e nazionali; i poteri del governo e del suo capo; la fedeltà dei funzionari pubblici; l’autonomia politica locale.

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