By Giuseppe Nuzzo

In step with un giudizio sulla politica napoletana negli ultimi decenni del Settecento occorre, a nostro avviso, fissare alcuni punti fermi che valgano a rimuovere altrettanti ¿dola attardatisi nella vicenda storiografica di oltre un secolo e mezzo.
Primo: fragilità del concetto che los angeles spinta innovatrice si sia andata esaurendo, nel Mezzogiorno d ’Italia, già nel decennio 1780-1790, quasi nel presentimento della frattura, non più sanata, tra governo e intelli­genza del paese, al solo annunzio (affermazione gratuita anche questa) dei primi torbidi francesi; secondo: leggenda di un orientamento anglo­filo, assurto addirittura a motivo ispiratore dei rapporti internazionali e venuto vieppiù a impoverire, col ministro Acton, l’autonomia del Regno, già compromessa da una non larvata soggezione agli interessi dei Lorena,per opera della giovane e impetuosa regina, portatrice da Vienna del programma di rialzare le sorti del non spento partito austriaco in corte; terzo: mito di un imperialismo Acton-M. Carolina, e perciò di evidente marca straniera, proporzionato alla possibilità del paese, in antitesi anzi con i suoi più concreti interessi; 4to: conseguente esigenza di un ulteriore e più avveduto lavoro di scavo a partire almeno dagli anni ottan­ta, in step with una esatta collocazione della politica estera nel programma di rinnovamento del Regno: di una revisione insomma dei giudizi ancor oggi correnti sui rapporti tra governo e paese e tra il Mezzogiorno d ’Italia e il circostante mondo europeo.

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Il libro raccoglie le principali vignette edite ed inedite del 1993. Un anno così burrascoso dal punto di vista politico da rappresentare, consistent with Forattini, un'autentica cuccagna.

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Nella corrispondenza col d ’Hauteville, N apoli, 23 agosto, 13 settembre e 15 novembre 1791. Q uanto l ’Im p. Leopoldo stimasse nefasta l’influenza della marchesa di San Marco appare dal seguente brano di lettera inviato a M . M . la Regina del 10 giugno 1790). , Leti. , m. 38, N apoli, 28 maggio 1793. , Lett. , m. 115, Castell. al Re, Vienna, 16 marzo 1795. Circa la 46 I. I L M IN IS T R O DI FERDINANDO IV GIOVANNI ACTON Col « coup d ’oeil » ha parecchio in comune, anche nelle espressioni, la già ricordata relazione Fontana dell’ottobre 1793, in cui passano nobili viziosi e magistrati venali, un re « dotato delle più rare doti di spirito e di animo », ma « negli affari...

F. 4540, Caserta, 19 marzo 1793). È già noto, dalle Memorie del G allo (ed. M aresca, 1888) che l’indipendenza della Toscana fu tra le condizioni pattuite da N apoli nelle trattative matrimoniali tra il secondogenito di Leopoldo e la principessa M. Luisa di N apoli; le preoccupazioni del ministro napo­ letano finché non vide Ferdinando sul trono granducale sono riprodotte nella corri­ spondenza del di Castellalfer (soprattutto nel cit. dispaccio 7 dicembre 1790). 39 « Il desiderio universale è che gli Affari Esteri rimangano, senza cambia­ mento, al sopradetto ministro, intelligente, giusto, cortese ed attivo », scriveva il 21 luglio 1789.

14 In Maria Carolina erano l’una cosa e l’altra, leggerezza femminile e leur pile atnée. I l est probable que cette circonstance n ’échappe pas à la maison d’Autriche si abondemment pourvue de Princes et si habile à les marier. Le Baron de Talleyrand doit être très attentif à découvrir s ’ il y a à cet égard des arrangements pris ou qui se négocient principalement entre la Reine et le G rand D uc de Toscane, et à informer Sa M ajesté de tout ce q u ’ il apprendra sur cet objet important... ». 13 Ivi, p.

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