By Cimatti Felice

Cos'è il "sacro"? Appartiene esclusivamente alla sfera religiosa? È qualcosa che solo i credenti possono provare, oppure raccoglie in sé una serie di valori universali cui oggi - nell'epoca della "morte di Dio" - sembra difficile appellarsi? C'è un legame tra los angeles biologia umana e los angeles capacità di commuoversi di fronte a un'opera d'arte? Queste domande sembrano rimandare a campi del sapere lontani fra loro, se non del tutto inconciliabili, come los angeles politica e los angeles biologia, l'estetica e los angeles teoria del linguaggio, l. a. teologia e le scienze cognitive. Cimatti invece fa dialogare queste varied tradizioni scientifiche e filosofiche, offrendoci così una tesi inedita: se è vero che al senso del sacro non è possibile rinunciare, in quanto geneticamente inscritto nella biologia dell'"animale uomo", è altrettanto vero che il sacro è un concetto storico, un prodotto della cultura umana, un'esperienza che l'uomo compie quotidianamente e che erroneamente è stata fatta coincidere con il sentimento religioso. Grazie a un approccio trasversale che accosta antropologia, logica, religione, scienza e filosofia, mistica e linguistica, Felice Cimatti affronta uno dei grandi dibattiti culturali che hanno impegnato sociologi, linguisti e filosofi, e ne dimostra - in un'epoca caratterizzata da un'apparentemente insanabile crisi di valori - l'attualità e l'urgenza.

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L'eroe tragico moderno

E-book through Agostino Lombardo

Storia ideologica d'Europa da Sieyès a Marx (1789-1848)

Firenze, Sansoni, 1974, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. (Sansoni Università) . Sciolto in parte.

La Bibbia non parla di Dio. Uno studio rivoluzionario sull'Antico Testamento

"Chi legge l'Antico Testamento con los angeles mente disincantata e vi si avvicina con l'atteggiamento sereno che avrebbe verso qualsiasi libro scritto dall'umanità non ha alcuna difficoltà a cogliere l'evidenza dei fatti. " Questo libro è il risultato di anni di studio, pubblicazioni e conferenze. Un cammino che Mauro Biglino ha iniziato come traduttore according to le Edizioni San Paolo e che lo ha portato a sviluppare una lettura alternativa dell'Antico Testamento capace di suggerire ipotesi davvero rivoluzionarie.

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PBAETEREA, maioris boni amissio cammt maiorem dolorem. Sed peccator peccando amittit maius bonum quam Christus patiendo: quia vita gratiae est melior quam vita naturae. Christus etiam, qui amisit vitam post triduum resurrecturus, minus aliquid videtur amisisse quam illi qui amittunt vitam permansuri in morte. Ergo videtur quod dolor Christi non fuerit maximus do]or. 5. PBAETEREA, innoccntia patientis diminuit dolorem passionis. Sed Christus innoccnter est passus: secundum illud Ierem. 11, 19: « Ego autem quasi agnus mansuetus qui portatur ad victimam ».

Ro dolore: dolore sensibile causato da agenti fisici nocivi ; e dolore interno, o tristezza, causato dalla percezione di cose nocive. L'uno e l'altro furono in Cristo i più acerbi tra tutti i dolol'i della vita presente. E questo per quattro motivi. Primo, per le cause che li produssero. e_orali. Ora questa causa fu acerbissima, sia per la totalità delle sofferenze, di cui abbiamo parlato sopra, sia per il genere di esse. Poiché la morte dei crocifissi è dolorosissima, essendo trafitti in parti nervose e sommamente sensibili, come sono le mani e i piedi ; inoltre il peso stesso del corpo aumenta il dolore; e a ciò si aggiunga la durata del supplizio, perché essi non muoiono subito, come quelli che sono uccisi di spada.

40, a. 6 ARTICOLO 6 Se il dolore della passione di Cristo ahbia superato tutti gli altri dolori. SEMBRA che il dolore della passione di Cristo non abbia superato tutti gli altri dolori. Infatti : 1. Il dolore cresce in proporzione della gravità e della durata del supplizio. Ora, certi martiri soffrirono supplizi gravi e prolungati più di quelli di Cristo : S. Loren~o p. aticola; e S. Vincenzo ebbe le carni dilaniate da unghie di ferro. 1 E chiaro, quindi, che il dolore del Cristo sofferente non fu quello più2 .

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