By Umberto Eco, Ezio Raimondi, Riccardo Fedriga, U. Eco, Laura Barletta, Anna Ottani Cavina, Valentino Pace, Pietro Corsi, Luca Marconi, Cecilia Panti, Marco Bazzocchi, Giuseppe Ledda, Dario Ippolito, Andrea Bernardoni, Giovanni Di Pasquale, Marcella Culatti

Dal 1200 al 1400, nel periodo che viene definito basso Medioevo, una nuova spinta espansiva, tenuta insieme dall'ideologia delle crociate, porta l'Occidente alla conquista dell'Oriente. Le città si ingrandiscono; l'architettura, l'arte, l. a. letteratura esprimono un intenso desiderio di rinnovamento e apertura.

A questo iniziale impulso espansivo segue un periodo di guerre e carestie: los angeles guerra dei Cent'anni, l. a. peste, le rivolte dei contadini represse nel sangue; nonostante questo, ritroviamo qui i semi della rinascita che leggeremo in tutte le sue espressioni nell'Europa del Quattrocento

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Le città distrutte dai Mongoli vengono ricostruite grazie all’apporto tedesco. I progressi economici di queste aree sono strettamente legati all’immigrazione tedesca. I coloni portano nuovi mestieri e nuove tecniche produttive e commerciali. Particolarmente indicativa di questa vicenda è la questione legata alle miniere. I Tedeschi sono, infatti, bravi minatori e già dal X secolo sono in cerca di giacimenti d’argento e di rame. Dopo il 1200 si spingono in Slesia, Boemia e Moravia, per poi raggiungere l’Ungheria.

1313) sia Sciarra Colonna, ritenendoli i protagonisti dello “schiaffo di Anagni”, il nuovo papa Clemente V (1260-1314, papa dal 1305), già arcivescovo di Bordeaux, preferisce stabilirsi ad Avignone, dove l’intera corte pontificia si trasferisce alcuni anni più tardi. Nel periodo della “cattività avignonese” (1309-1377), per quanto i papi continuino a rafforzare il loro apparato burocratico e diplomatico, è indubbio che la loro politica sia fortemente condizionata dalla rafforzata monarchia francese, come è evidente nel caso della condanna per eresia e della soppressione dell’ordine dei Templari, delle cui ricchezze Filippo il Bello ha bisogno di appropriarsi per far fronte alle necessità finanziarie del regno.

All’offensiva in Terrasanta, cui il papa pensa immediatamente dopo la sua ascesa al trono pontificio, corrisponde l’offensiva castigliana contro gli Almohadi e quella in Livonia a opera dei cavalieri Portaspada che all’inizio del secolo continua la spinta tedesca verso Oriente. Sono i tre “fronti esterni” della cristianità, nella quale in pari tempo Innocenzo si propone di portar ordine, eliminando l’eresia e costringendo i monarchi a piegare la testa dinanzi alla sede di Pietro. Tutore del piccolo re di Sicilia Federico dopo la morte della regina madre Costanza e arbitro della corona reale tedesca per la quale preferisce Ottone di Brunswick (1175/1176-1218, imperatore dal 1209 al 1215) a Filippo di Svevia (1177-1208, re dal 1198), il pontefice vede che dinanzi a sé s’inchinano – a titolo ora di vero e proprio vassallaggio, ora di riconoscimento di supremazia politica oltreché religiosa – praticamente tutte le teste coronate d’Europa, dal Portogallo all’Aragona alla Francia alla Norvegia all’Ungheria alla Polonia.

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