By Aldo Cazzullo

Marzo 1964, Palmiro Togliatti parla alla Normale di Pisa. Un ragazzo lo apostrofa dall'ultima fila: "Perché non avete provato a fare l. a. rivoluzione?" "Provaci tu, a farla, se sei capace", risponde il segretario. "Lo farò, lo farò." Il ragazzo si chiama Adriano Sofri. Cinque anni dopo, insieme con amici, studenti e operai, darà vita a Lotta continua, il movimento rivoluzionario che ha segnato più in profondità l. a. storia della nuova sinistra italiana. Dal '68 alla condanna del delitto Moro, dalla fascinazione operaista al caso Calabresi, dalle intuizioni politiche alle azioni illegali, Lc è stata un pensatoio politico, ma anche fucina di una generazione di giornalisti, intellettuali, politici, scrittori, oggi in posizioni di prestigio e potere. Con una nuova prefazione, torna un testo fondamentale consistent with capire l'Italia degli anni Settanta. E quella di oggi.

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"Chi legge l'Antico Testamento con los angeles mente disincantata e vi si avvicina con l'atteggiamento sereno che avrebbe verso qualsiasi libro scritto dall'umanità non ha alcuna difficoltà a cogliere l'evidenza dei fatti. " Questo libro è il risultato di anni di studio, pubblicazioni e conferenze. Un cammino che Mauro Biglino ha iniziato come traduttore according to le Edizioni San Paolo e che lo ha portato a sviluppare una lettura alternativa dell'Antico Testamento capace di suggerire ipotesi davvero rivoluzionarie.

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I ragazzi che volevano fare la rivoluzione è la loro storia, il loro ritratto di gruppo. In cui molti forse non si riconosceranno. E criticheranno questo libro, e avranno ragione. Uno di loro, e non dei meno autorevoli, in un convegno milanese della primavera scorsa ha già cominciato a farlo, pur conoscendone soltanto il titolo, che ha trovato un po' irridente. Altri forse troveranno questo libro un po' accondiscendente. E lo criticheranno, e avranno ragione anche loro. I − LA SCINTILLA IL SESSANTOTTO A PISA, TORINO, TRENTO, PAVIA E MILANO Il potente deve diventare nulla.

La sua dote migliore − saper aderire alla realtà, stare nei movimenti, accogliere e farsi guidare di volta in volta da operai e intellettuali − la salva dalla trappola di considerare validi per l'Occidente precetti e teorie concepite per la «Cina gialla», la massa di contadini poveri e tradizionalisti, tra cui i comunisti di Mao, allontanati dalla «Cina blu» dei commerci e delle città, costruirono la loro vittoria. Alle fabbriche si va con i volantini scritti dagli operai del turno precedente, non con il Libretto rosso pensato per i contadini dell'Hunan.

I figli degli intellettuali azionisti e comunisti incontrano così i figli degli immigrati del Sud: mondi rigorosamente separati negli anni Cinquanta e che torneranno a scindersi negli Ottanta si conoscono e si mescolano, borghesi e operai gridano gli stessi slogan, convivono, si sposano − l'amore e il sesso sono un formidabile collante del gruppo − si trasferiscono al Sud per incontrare le donne dello Zen di Palermo e i bambini dei bassi di Napoli, si scontrano con la polizia, finiscono in carcere; ma sette anni più tardi si separano, tute blu contro femministe, servizio d'ordine contro dirigenti.

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