By Umberto Galimberti

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Bossic instinct

Il libro raccoglie le principali vignette edite ed inedite del 1993. Un anno così burrascoso dal punto di vista politico da rappresentare, in keeping with Forattini, un'autentica cuccagna.

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L'Io infatti, ci ricorda Freud, vuole la sua identità che nasce al costo di una separazione da quella "comunione con il tutto" che Freud chiama "sentimento oceanico",4-6 che ciascuno di noi ha sperimentato nella condizione prenatale e in quel breve periodo della prima infanzia che, traslata dalla storia personale a quella di un popolo, ha fatto sì che ogni cultura fissasse la propria condizione felice nel tempo remoto della mitica età dell'oro da cui un giorno, infelici, fuoriuscimmo. Questa primitiva felicità può essere recuperata per brevi istanti, come, ad esempio, ci dice Freud: Al culmine dell'innamoramento dove il confine tra Io e oggetto minaccia di dissolversi.

La depressione, prima di essere una condizione clinica, è un cedimento della memoria, è l'incapacità di rilanciare nel futuro un'esperienza di felicità che la vita ha vissuto solo come evento momentaneo e non come esperienza originaria. La felicità non dimenticata, infatti, diventa un modello inconscio che ne motiva di nuovo la ricerca. Questo nesso tra memoria della soddisfazione e ricerca della soddisfazione è l'essenza del desiderio, ossia di quella macchina inconscia capace di trasformare un'esperienza in una prospettiva futura.

Chi soffre, infatti, non solo si interroga sulle ragioni del proprio soffrire, ma tramite la sofferenza eleva se stesso a problema, e per tal via si interroga in generale sul senso dell'esistenza. 4-15 Questa è la ragione per cui il dolore introduce una separazione di sé da sé, una distanza, una scissione che la felicità ignora. Eppure, è sempre la felicità a essere sullo sfondo come prospettiva d'uscita dal dolore. È questa forma di felicità, la felicità come sfondo possibile, che manca al dolore del depresso, il quale non ha occhio per il futuro, ma solo per un passato dimentico di ogni sperimentazione di felicità come dimensione originaria dell'esistere.

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