By Giovanni della Casa

Il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica l. a. buona educazione: è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, l. a. norma convenzionale. Alcuni sinonimi della parola possono essere etichetta o bon ton. Il nome "galateo" deriva dal celebre libro del viver civile, il Galateo overo de' costumi, primo trattato specifico sull'argomento pubblicato nel 1558 da monsignor Giovanni Della Casa. L'autore stesso particularò di non voler scrivere un trattato di filosofia morale, quanto piuttosto una precettistica minuta, e ciò concorse notevolmente al successo dell'opera in tutta Europa. Proprio il sostanziale abbassamento dal punto di vista dell'uso quotidiano si rivelò l. a. formulation vincente dell'opera. Giovanni Della Casa, più conosciuto come monsignor Della Casa o monsignor Dellacasa (1503 – 1556), è stato un letterato, scrittore e arcivescovo cattolico italiano, noto soprattutto come autore del manuale di belle maniere Galateo overo de' costumi (scritto probabilmente dopo il 1551, ma pubblicato postumo nel 1558), che fin dalla pubblicazione godette di grande successo.

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286] Ma, non di 31 meno, può bene spesso avenire che quello che spiace a’ sensi spiaccia etiandio allo ’ntelletto, ma non per la medesima cagione, come io ti dissi sopra, mostrandoti che l’uomo si dèe vestire all’usanza che si vestono gli altri, acciò che non mostri di riprendergli e di correggerli; la qual cosa è di noia allo appetito della più gente, che ama di esser lodata, ma ella dispiace etiandio al giudicio degli uomini intendenti, perciò che i panni che sono d’un altro millesimo non s’accordano con la persona che è pur di questo; e similmente sono spiacevoli coloro che si vestono al rigattiere: ché mostra che il farsetto si voglia azzuffar co’ calzari, sì male gli stanno i panni indosso.

282] E per quello che io altre volte ne intesi da un dotto e scientiato uomo, vuole essere la bellezza uno quanto si può il più e la bruttezza per lo contrario è molti, sì come tu vedi che sono i visi delle belle e delle leggiadre giovani, perciò che le fattezze di ciascuna di loro paion create pure per uno stesso viso; il che nelle brutte non adiviene, perciò che, avendo elle gli occhi per aventura molto grossi e rilevati, e ’l naso picciolo e le guance paffute, e la bocca piatta e ’l mento in fuori, e la pelle bruna, pare che quel viso non sia di una sola donna, ma sia composto d’i visi di molte e fatto di pezzi.

300] Non dèe l’uomo nobile correre per via, né troppo affrettarsi, ché ciò conviene a palafreniere e non a gentiluomo, sanza che l’uomo s’affanna e suda et ansa, le quali cose sono disdicevoli a così fatte persone. Né perciò si dèe andare sì lento né sì contegnoso come femina o come sposa, et in caminando troppo dimenarsi disconviene. Né le mani si vogliono tenere spenzolate, né scagliare le braccia, né gittarle, sì che paia che l’uom semini le biade nel campo, né affissare gli occhi altrui nel viso, come se egli vi avesse alcuna maraviglia.

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