By Günther Anders

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L'eroe tragico moderno

E-book by means of Agostino Lombardo

Storia ideologica d'Europa da Sieyès a Marx (1789-1848)

Firenze, Sansoni, 1974, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. (Sansoni Università) . Sciolto in parte.

La Bibbia non parla di Dio. Uno studio rivoluzionario sull'Antico Testamento

"Chi legge l'Antico Testamento con l. a. mente disincantata e vi si avvicina con l'atteggiamento sereno che avrebbe verso qualsiasi libro scritto dall'umanità non ha alcuna difficoltà a cogliere l'evidenza dei fatti. " Questo libro è il risultato di anni di studio, pubblicazioni e conferenze. Un cammino che Mauro Biglino ha iniziato come traduttore according to le Edizioni San Paolo e che lo ha portato a sviluppare una lettura alternativa dell'Antico Testamento capace di suggerire ipotesi davvero rivoluzionarie.

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Troppo facile a dirsi, devi renderti conto di questa cesura temporale e anch'io devo rendermene conto. Per me l'epoca verso la quale stiamo correndo fa parte naturalmente della paleontologia più remota, poiché tutto ha avuto inizio con essa e, ancora oggi, l'assunto che prima ci sia stato qualcosa mi lascia perplesso. Tuttavia l'intervallo tra il 1 9 1 6 e il 1966 è ampio non solo se lo si misura con le categorie temporali della mia vita effimera, ma anche se si usa il metro della storia. Esso infatti non è più breve di quello compreso, diciamo tra il 1809, quando Haydn componeva ancora, e il 1859, quando era già apparso il Tristano.

3. L'abisso dinanzi al quale ci troviamo, e che in qualche modo dobbiamo superare, non si spalanca tra «ragione» e «immaginazione», bensì tra «azione» e «immaginazione». L'oggetto che noi non riusciamo più a concepire (ad esempio la riduzione in cenere di migliaia o di milioni di uomini) non ha proprio nulla da spartire con l'idea kantiana «dell'infinito» o «del terribilmente grande». Mentre Kant aveva creduto di poter andar fiero del fatto che noi cerchiamo di pretendere dalla nostra immaginazione più di quanto essa possa dare, e aveva trovato conferma del fatto che siamo detentori di una misura soprasensibile proprio nell'esistenza di questo tentativo, perfino del suo scacco, noi uomini d'oggi non abbiamo alcun diritto a questo senso di fierezza.

Oppure - oppure furono i polacchi a ricostruire così questo tedescume con portali, torrette e merli? Non mi sembra inverosimile. Perfino probabile. A Cracovia mi hanno detto infatti, non senza una punta di orgoglio, che solo a Cracovia esistono ancora delle cose autentiche, tutto il resto della Polonia è «autenticità fittizia». Già tre anni fa avevo passeggiato a Varsavia lungo strade medievali la cui antichità datava appunto da un paio d'anni. (Sarebbe peraltro ridicolo parlare di falsificazioni o cose del genere di fronte alla devozione e alla tenacia con cui i polacchi ricostruirono la loro Varsavia, che Hitler rase al suolo sentenziando che non sarebbe mai più risorta).

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