By Eugenio Borgna

Eugenio Borgna attraversa gli enigmi della differenza tra maschile e femminile nella sofferenza e nella creatività, nella nevrosi e nella follia. Tratteggia esperienze dissonanti di malinconia, di schizofrenia, di morte volontaria, ma anche esperienze di poesia, pittura, scultura: Emily Dickinson e Georg Trakl, Vincent Van Gogh e Camille Claudel tra gli altri, e le altre. Ne vengono altrettanti ritratti, altrettante riflessioni sul male in ogni sua espressione, sul senso del dialogo, sulla cura e sul prendersi cura in psichiatria come nell’esistenza di ogni giorno. Apre il quantity una straordinaria rievocazione autobiografica dei primi anni di lavoro in ospedale psichiatrico. Lo chiude una meditazione rarefatta, essenziale, austera sulla fragilità delle parole, dei gesti, con cui avvicinare los angeles sofferenza, senza cancellarla nel silenzio, senza negarle una luce possibile..

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Bossic instinct

Il libro raccoglie le principali vignette edite ed inedite del 1993. Un anno così burrascoso dal punto di vista politico da rappresentare, according to Forattini, un'autentica cuccagna.

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Sono cose, queste, già sfiorate in alcuni miei lavori ma che vorrei ora drasticamente ripensare in ordine alla importanza della malinconia e dell’angoscia, di quella non-psicotica e di quella psicotica, nella genesi di alcune creazioni poetiche e artistiche, e in ordine anche alle connotazioni femminili e maschili di questo discorso senza dubbio affascinante e attuale. Nel primo capitolo vorrei confrontarmi con la ispirazione lirica di Emily Dickinson: nutrita di una malinconia palpitante e viva che si intreccia con altre emozioni fondamentali della vita: con l’esperienza del dolore, con quella della solitudine, con l’esperienza dell’indicibile e del silenzio, e con l’esperienza dell’angoscia ferita e umanissima.

A cosa può servire la esperienza, di una vita in psichiatria, nel conoscere e nel ri-conoscere quello che è il senso dilemmatico e problematico, e in fondo immerso nel mistero, del vivere e del morire, del disperare e dello sperare, nella comune e quotidiana esperienza della vita di ciascuno di noi? Come ci trasforma, come ci può trasformare, la psichiatria in ordine ai modi con cui ci si confronta con la sofferenza e con il dolore di una malattia anche somatica: consegnata abitualmente al “potere” assoluto delle tecnologie esasperate?

Lei mi ricompensa con lacrime e un agitare di mani. Sono importante per lei. Va e viene. Ogni mattina è sua la faccia che prende il posto del buio. In me ha annegato una ragazza e in me una vecchia sale verso di lei giorno dopo giorno come un pesce tremendo. SYLVIA PLATH, Poesie La psichiatria come ricerca infinita di orizzonti di senso che si intravedono, e poi si dissolvono, che rinascono in frammenti, e poi si organizzano in sequenze tematiche, che cambiano di significato nei diversi contesti di discorso; e la psichiatria come riflessione ininterrotta sul dolore e sul tædium vitæ, sulla speranza e sulla eclissi delle speranze, sulla inquietudine agostiniana e pascaliana del cuore, e sulla nostalgia, sulla libertà e sulla illibertà, sulle parole del silenzio.

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