By Paul Bloom

Nasciamo già con un profondo senso del bene e del male? O siamo dei piccoli egoisti che l. a. società educa a diventare persone in line with bene? Paul Bloom sostiene che i bambini non sono "pagine bianche" senza principi morali, ma che ancora prima di parlare sono già in grado di giudicare le azioni degli altri, provare empatia e un rudimentale senso della giustizia. los angeles moralità, insomma, è innata, anche se limitata. Descrivendo il comportamento di scimpanzé, psicopatici, estremisti religiosi e raccontando molti aneddoti, Bloom spiega il modo in cui, crescendo, siamo chiamati a superare questi limiti con l'aiuto della ragione e confrontandoci con il mondo attorno a noi. Questo libro, che spazia da Darwin advert Hannibal Lecter, regala una prospettiva radicalmente nuova sulla vita morale di bambini e adulti.

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Omero dice che la guerra di Troia durò dieci anni; per l’esattezza, dice che i Greci a Troia combatterono e soffrirono per nove anni e alla fine vinsero al decimo. Ma queste cifre non devono essere prese alla lettera. ». Era un’espressione idiomatica, proprio come nell’italiano di oggi l’espressione «nove volte su dieci» significa «quasi sempre», più che i numeri indicati. Con ogni probabilità Omero usa un’espressione di veneranda antichità a indicare che la guerra di Troia durò molto tempo. Non dobbiamo intenderla letteralmente; altrimenti vorrebbe dire che l’espressione era stata fraintesa quando giunse all’epoca di Omero.

Nella tarda età del Bronzo Troia fu una delle più grandi città del mar Egeo e un centro regionale di primaria importanza, anche se decisamente più piccolo delle grandi città dell’Anatolia centrale, del Levante o della Mesopotamia. In quel periodo Troia controllava un importante porto vicino e si proteggeva con un enorme complesso di mura, fossati e palizzate di legno. Se mai ci fu un periodo in cui Troia fu la grande città cantata da Omero, fu la tarda età del Bronzo. I testi più importanti sulla guerra di Troia sono due lunghi componimenti chiamati «poemi epici» perché parlano delle gesta eroiche di uomini di un tempo molto antico.

Mura, guerrieri e sangue erano il destino della città. Quando i Greci di Omero, a quanto si narra, lottarono per Troia, c’erano già stati duecento anni di lotte per il possesso della città. Nei secoli successivi molti eserciti passarono sotto le antiche mura di Troia, da quelli di Alessandro Magno a quelli della campagna di Gallipoli del 1915. E poi ci sono gli archeologi. Nel 1871 Heinrich Schliemann stupì il mondo annunciando che un tumulo vicino all’ingresso dei Dardanelli conteneva le rovine di Troia.

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